Incentivi GSE e pannelli non a norma: guida alla sanatoria

Noi di Abbassalebollette.it sappiamo bene che scoprire o anche solo sospettare che il proprio impianto fotovoltaico possa avere moduli non conformi genera una comprensibile preoccupazione. Lo vediamo ogni giorno con i nostri clienti: la paura di perdere gli incentivi è concreta.
In molti casi, il problema emerge a distanza di anni dall’installazione, magari in seguito a un controllo del GSE o a una comunicazione che mette in discussione gli incentivi del Conto Energia.
Negli anni del forte sviluppo del fotovoltaico, non sono stati rari i casi di moduli installati con certificazioni non corrette o difformi dalla normativa europea, spesso senza che il proprietario ne fosse consapevole. Proprio per questo il legislatore ha previsto strumenti di sanatoria, che consentono di salvare il Conto Energia accettando una riduzione limitata della tariffa incentivante, invece di subire conseguenze ben più gravi.
L’obiettivo di questa guida è aiutarti a fare scelte consapevoli e tutelare il valore del tuo impianto fotovoltaico nel tempo.
Cosa si intende per impianto fotovoltaico non a norma?
Questo non significa necessariamente che l’impianto sia inefficiente, ma che alcune irregolarità possono compromettere la validità degli incentivi o generare rischi legali.
Tra le situazioni più frequenti si segnalano:
- Moduli con certificazioni false o irregolari, che non dimostrano il rispetto degli standard di sicurezza e prestazioni.
- Pannelli non conformi alle norme europee, ad esempio privi di marcatura CE o non testati secondo gli standard EN/IEC.
- Moduli diversi da quelli indicati nel progetto approvato, con caratteristiche tecniche differenti da quanto dichiarato al GSE.
- Difformità tra documentazione tecnica e impianto reale, come connessioni o inverter non corrispondenti al progetto iniziale.
La presenza di moduli non conformi può comportare conseguenze significative, che è importante conoscere per intervenire tempestivamente:
- Sospensione immediata degli incentivi da parte del GSE.
- Decadenza totale dalla convenzione, con perdita definitiva dei benefici.
- Recupero delle somme già erogate, anche per anni precedenti, se il GSE accerta la non conformità.
Questi rischi mostrano quanto sia fondamentale verificare l’impianto e, se necessario, intraprendere le procedure di regolarizzazione che non è solo un obbligo normativo, ma uno strumento concreto per tutelare gli incentivi accumulati e la sicurezza dell’impianto.
Sanatoria GSE: Le decurtazioni previste dal D.L. 101/2019
Il D.L. 101/2019 art. 13 bis ha introdotto una soluzione concreta per chi scopre di avere un impianto fotovoltaico non conforme. La possibilità di salvare gli incentivi del Conto Energia, accettando una riduzione limitata della tariffa incentivante, invece di rischiare la perdita totale.
Questa misura nasce dalla consapevolezza che, in molti casi, il proprietario dell’impianto non è responsabile della non conformità, ma subisce le conseguenze di errori del fornitore o dell’installatore. La legge permette quindi di regolarizzare la situazione e continuare a ricevere gli incentivi, con una decrescita proporzionata alla gravità della non conformità.
A seconda del momento e del tipo di intervento, la legge prevede tre principali scenari di riduzione:
| Caso di non conformità | Tipo di intervento | Riduzione tariffa |
|---|---|---|
| Accertamento GSE | Procedura post-controllo avviata dal GSE | -10% |
| Dichiarazione spontanea | Autodenuncia del proprietario prima di qualsiasi controllo | -5% |
| Precedente decurtazione 30% | Aggiornamento normativo secondo DL 101/2019 | Ricalcolo al -10% |
Anche chi aveva già subito una decurtazione del 30% può beneficiare del ricalcolo al 10%, riducendo così la perdita economica.
Perché conviene la sanatoria?
- Permette di mantenere gli incentivi GSE evitando la decadenza totale.
- Riduce l’impatto economico rispetto alla sospensione completa.
- Dimostra al GSE che il proprietario ha agito in modo responsabile e proattivo, rafforzando la posizione in eventuali controlli futuri.
Accedere alla sanatoria permette di trasformare un rischio potenzialmente grave in una soluzione gestibile, salvaguardando gli incentivi e preparando il terreno per strategie di ottimizzazione energetica come l’installazione di batterie di accumulo.
Come presentare la domanda di regolarizzazione
Regolarizzare un impianto fotovoltaico non conforme richiede azioni concrete e documentate per dimostrare al GSE la buona fede del proprietario e la sicurezza dell’impianto.
I passaggi fondamentali per la regolarizzazione sono:
- Azione legale contro i responsabili della non conformità: Se la non conformità deriva da moduli difettosi o installazione irregolare, è necessario dimostrare di aver intrapreso le azioni previste dalla legge nei confronti del fornitore o dell’installatore responsabile. Questo può includere richieste di risarcimento o comunicazioni formali.
- Perizia tecnica asseverata: Il GSE richiede una relazione tecnica dettagliata, redatta da un professionista abilitato, che certifichi:
- la sicurezza dell’impianto
- la funzionalità dei moduli
- la conformità alle normative vigenti
Questa perizia è fondamentale per dimostrare che, nonostante la non conformità iniziale, l’impianto è affidabile e produce energia in sicurezza.
- Invio della Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio: La regolarizzazione si formalizza tramite la modulistica ufficiale GSE, nota come Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio.
- Questa dichiarazione documenta l’azione legale intrapresa e la perizia tecnica.
- Serve a richiedere la riduzione della tariffa incentivante secondo le percentuali previste dal D.L. 101/2019 (5% o 10%)
Casi in cui la sanatoria non è ammessa
Non tutte le situazioni di moduli fotovoltaici non conformi possono essere regolarizzate. Il GSE prevede delle esclusioni precise per tutelare la correttezza del sistema incentivante e punire eventuali condotte illecite.
Quando la sanatoria non è possibile?
- Condotte penalmente rilevanti: Se il proprietario dell’impianto ha partecipato in maniera consapevole alla non conformità o ha violato la normativa con dolo, la sanatoria non può essere applicata.
- Sentenze penali definitive o in corso: Nel caso in cui vi siano procedimenti giudiziari o sentenze di condanna anche non definitive legate alla non conformità dei moduli, il GSE esclude la possibilità di ridurre la tariffa incentivante e procede alla decadenza totale degli incentivi.
- Frode accertata o dichiarazioni false: Se viene dimostrato che le informazioni fornite dal proprietario erano false o ingannevoli, la sanatoria non è concessa e si applicano le conseguenze previste dalla legge.
In sostanza, la sanatoria è uno strumento potente, ma funziona solo se il proprietario agisce in buona fede e segue correttamente tutte le procedure.
Come recuperare il 10% perso? Il ruolo dell’accumulo
Se il GSE applica una decurtazione del 10% sulla tariffa incentivante, non significa che il tuo impianto perda automaticamente redditività. Esiste infatti un modo concreto per compensare questa riduzione e persino aumentare il risparmio complessivo: installare una batteria di accumulo.
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Una batteria permette di immagazzinare l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici durante le ore diurne, invece di immetterla subito in rete a tariffa incentivante ridotta.
L’energia accumulata può essere utilizzata nelle ore serali o notturne, riducendo significativamente i prelievi dalla rete elettrica, che hanno un costo maggiore rispetto agli incentivi del GSE.
I principali vantaggi includono:
- Aumento dell’autoconsumo: più energia prodotta e consumata direttamente, meno dipendenza dalla rete.
- Risparmio immediato in bolletta: l’energia accumulata sostituisce quella acquistata a prezzo pieno.
- Compensazione della decurtazione GSE: il risparmio in bolletta può spesso superare il 10% perso sugli incentivi.
- Miglioramento del ROI dell’impianto: l’investimento in accumulo diventa strategico, non solo opzionale.
In pratica, anche se il GSE ti decurta il 10%, puoi trasformare una penalizzazione in un’opportunità concreta per aumentare l’efficienza e ridurre i costi energetici.
Gestire un impianto fotovoltaico non conforme può sembrare complesso, ma con le informazioni corrette e le giuste azioni è possibile salvare gli incentivi del GSE e ottimizzare il rendimento economico dell’impianto.
Proprio per questo, noi di Abbassalebollette.it consigliamo sempre di richiedere e confrontare quanti più preventivi possibili per l’installazione del sistema di accumulo. Selezioniamo solo i migliori installatori specializzati della tua zona.
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Sommario:

Laureato in Economia alla Bocconi, è tra i fondatori di Abbassalebollette. Esperto del mercato dell’energia e della green economy, approda in Abbassalebollette.it dopo una ventennale esperienza nel marketing delle principali utility italiane.
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2 Commenti su “Incentivi GSE e pannelli non a norma: guida alla sanatoria”
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Impianto Fotovoltaico
Fotovoltaico con Accumulo









2 Novembre 2020 alle 9:29
Vorrei un’informazione se dovessi installare un impianto fotovoltaico da 6 kw senza allacciamento alla rete elettrica per uso privato devo dichiararlo al Gse?
5 Novembre 2020 alle 10:18
Ciao Diego,
fermo restando tutte le normative regionali e dei piani regolatori comunali e il conseguimento di tutte le autorizzazioni urbanistiche, non è necessario dichiararlo al GSE se non lo si collega al contatore.
Hai valutato comunque tutti gli svantaggi legati al fatto di mantenere l’impianto scollegato dalla rete? Hai considerato un opportuno dimensionamento delle batterie di accumulo per poter garantire una riserva costante di energia anche nelle ore in cui l’impianto non dovesse produrre corrente?
Se hai ancora le idee poco chiare e vuoi ricevere maggiori informazioni e, magari, un preventivo dettagliato di spesa, ti suggeriamo di effettuare una simulazione di redditività sui nostri simulatori e, fornendoci i tuoi dati di contatto, potrai parlare con un Consulente Energetico che ti aiuterà a trovare la migliore soluzione per le tue esigenze di consumo elettrico.
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